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Il rapporto tra piante e frugivori

La conversione in terreni agricoli è una delle principali cause della distruzione delle foreste tropicali di tutto il mondo, basta pensare che oggi l'agricoltura tropicale si estende su 13,3 milioni di ettari, con un aumento del 3% negli ultimi dieci anni. Elaborare strategie che possano conservare efficacemente la biodiversità nei paesaggi modificati dall'uomo per fini produttivi è una delle maggiori sfide che ricercatori e decisori politici devono affrontare nei prossimi anni.

La relazione tra vegetali e animali. 
Diversi studi hanno già documentato la perdita di specie e i cambiamenti di composizione degli ecosistemi a seguito della conversione delle foreste per utilizzo agricolo. Per quanto riguarda gli uccelli, le specie insettivore sono spesso le prime che vengono perse dai paesaggi antropici, mentre le specie che dipendono dalla foresta e i grandi frugivori, che sono particolarmente vulnerabili alla caccia, raramente si avventurano al di là del bosco. Le funzioni ecosistemiche critiche, come ad esempio l'impollinazione e la dispersione dei semi, possono ancora essere mantenute da un assemblaggio depauperato di specie. Infatti, in alcuni paesaggi antropizzati, il rapporto tra albero e frugivoro sembra essere sufficientemente integro per conservare i meccanismi di dispersione del seme attraverso reti di alberi isolati. Inoltre, gli alberi isolati forniscono una serie di altri vantaggi ecologici, tra cui la locazione dei siti di nidificazione, l'aumento la fertilità del suolo e rappresentano degli spot di partenza per il restauro delle foreste: tutto questo li rende agenti potenzialmente importanti per la conservazione della biodiversità in questi paesaggi.

L'importanza delle reti ecologiche. Nelle foreste tropicali intatte, i Ficus (Moraceae) sono identificati come attori ecologici di fondamentale importanza. L'elevato raccolto e la composizione nutrizionale dei frutti fanno di queste piante una risorsa fondamentale per i frugivori tropicali. Anche se di solito sono studiate negli ecosistemi forestali, alcune reti di alberi isolati di Ficus persistono in molti paesaggi umani modificati. Pochi studi hanno esplicitamente considerato gli habitat agricoli come adatti per la circolazione dei semi e dei frugivori, soprattutto su larga scala. La mancanza di ricerca sulle interazioni Ficus/frugivori in paesaggi umani modificati è particolarmente preoccupante vista la sua importanza ecologica in ambienti compromessi.

Un'analisi funzionale.
Dal punto di vista funzionale, se il rapporto Ficus-frugivori dipendesse dalla presenza di aree protette, la diversità funzionale avrebbe dovuto ridursi in relazione alla perdita di specie considerando le condizioni ambientali che diventano sempre più sfavorevoli. Tuttavia, se gli assemblaggi dei frugivori che utilizzano alberi di Ficus sono costituiti da sottoinsiemi casuali di quelle specie che si ritrovano in tutto il panorama, la loro diversità funzionale sarà distribuita in modo casuale. D'altra parte, se il filtro ambientale influenza la composizione dell'assemblaggio, ci si può aspettare una distribuzione non casuale della diversità funzionale. Se la ricchezza di specie diminuisce a un ritmo più veloce della diversità funzionale, ciò implica che le specie funzionalmente ridondanti vengano perse prima. Se la ricchezza di specie diminuisce alla stessa velocità della diversità funzionale, gli assemblaggi possono essere soggetti a ricambio casuale. Infine, se la ricchezza di specie diminuisce a un ritmo più lento della diversità funzionale, le specie funzionalmente uniche vengono perse prima, il che indica che i tratti rari sono più vulnerabili alla perdita di struttura.

Lo studio.
Per testare la capacità di Ficus isolati di conservare il rapporto Ficus/frugivori in paesaggi umani modificati, dei ricercatori inglesi hanno esaminato tre ipotesi. In primo luogo, data l'importanza degli alberi di Ficus per gli uccelli nelle foreste intatte, hanno ipotizzato che gli alberi isolati saranno più abbondanti e la diversità degli uccelli frugivori più alta rispetto ad altri tipi di alberi isolati. In secondo luogo, nel determinare la composizione delle associazioni degli alberi di Ficus, hanno postulato che la distanza di un albero di Ficus dalla foresta vicina avrà una forte influenza sugli assemblaggi dei frugivori. Infine, hanno ipotizzato che le specie frugivore funzionalmente uniche sono più vulnerabili all'estinzione in paesaggi umani modificati.
Lo studio è stato condotto in India, nello stato di Assam, ambiente tropicale fortemente modificato dall'agricoltura.
Migliorare la comprensione dei cambiamenti nella composizione funzionale delle specie è ancora una frontiera critica nelle scienze della conservazione e questo è il primo studio che ha considerato la dispersione dei semi come matrice fondamentale. Gli autori hanno dimostrato che gli alberi di Ficus rivestono un ruolo importantissimo all'interno delle strategie di conservazione, soprattutto gli esemplari isolati. Dato che questi alberi si trovano comunemente in molti paesaggi nel mondo, i risultati sono applicabili, con una buona approssimazione, a varie aree del pianeta. Gli alberi isolati di Ficus possono conservare la funzione ecologica dei frugivori anche a grandi distanze dalle foreste, così tanto da pensare che il ruolo delle aree protette sia ininfluente in questa ricerca. Tuttavia, la quantità di semi diminuisce con la distanza così come l'abbondanza dei frugivori. Pertanto, mentre le piante isolate di Ficus possono essere tra i migliori micro-siti per la conservazione della matrice, non possono essere considerati dei sostituti per le aree protette nella conservazione dell'assemblaggio delle specie al di fuori della foresta.

 

Fonte: http://journals.plos.org

 

L'interazione fra le specie è uno dei fattori più importanti per la conservazione. I risultati di una ricerca inglese

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