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L'applicazione di nuove tecnologie nel monitoraggio dell'ambiente

Nell'ambito della gestione delle acque dolci, la mappatura delle risorse e la successiva archiviazione sono la chiave per identificare la posizione, la produttività biologica, i potenziali utilizzi multipli e i profili di biodiversità degli ecosistemi delle zone umide. I metodi tradizionali per la mappatura delle risorse  a scala regionale o nazionale, si avvalgono principalmente del lavoro sul campo, sono costose, richiedono tempo e spesso soffrono di incompletezza spaziale, incongruenze scalari e incertezze temporali.
La Convenzione di Ramsar (Convenzione internazionale relativa alle zone umide di importanza internazionale) evidenzia l'importanza di colmare le lacune degli inventari, e sottolinea la necessità di tecniche di sviluppo in grado di utilizzare le nuove tecnologie come RS (Remote Sensing o telerilevamento) e applicazioni GIS (Geographic information system).

Il metodo.
Più sono grandi le scale spaziali e temporali, più aumenta l'efficacia di queste tecniche come strumenti per migliorare la conoscenza sui tipi e sulle condizioni delle zone umide , nel contesto di standardizzare i meccanismi di monitoraggio, e per la gestione di queste aree nel contesto della Convenzione di Ramsar.
Informazioni spaziali accurate hanno dimostrato di valutare in modo efficiente le zone umide naturali e antropiche e la possibilità di inserirle in un contesto temporale ampio si è rivelato efficace nell'analisi dinamica, evidenziando come le tecniche che utilizzano immagini satellitari siano strumenti validi per l'utilizzo da parte dei gestori delle zone umide e dei ricercatori scientifici per il monitoraggio e l'analisi dei cambiamenti.

Una prova pratica. In questo contesto, una ricerca dell'Università di Malaga ha sostenuto il programma RhoMeo (Rhone Mediterranean Observatory ), guidato dal Rhone Basin Water Authority nella Francia sud-orientale, per lo sviluppo e la sperimentazione di metodi di miglioramento per l'analisi delle zone umide
mediante tecniche RS.
È da notare che, anche se molto utili, le tecniche RS  presentano alcune limitazioni. Per alcuni scopi, come la mappatura e l'inventariazione, RS può servire come una tecnologia di fondazione o di base, ma in altri campi, come il monitoraggio, la modellistica idrologica o la produzione di informazioni su serie storiche, il suo impiego è normalmente limitato ad una tecnologia di supporto per integrare il lavoro sul campo.
L'obiettivo di questo studio è quello di sviluppare un indicatore per rilevare l'estensione delle zone umide mediterranee a livello locale sulla base di tecniche RS. Inoltre, l'uso dell'indicatore può supportare il rilevamento dei cambiamenti nelle zone umide per migliorare la potenzialità dell'utilizzo del metodo RS per il monitoraggio e la valutazione su scala locale.
L'area di studio è stata individuata in Francia, precisamente nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (regione PACA).

I risultati ottenuti. I telerilevamenti hanno dimostrato in alcuni casi di riuscire a inventariare l'80% della totalità dell'area umida, in altri casi i risultati sono stati più bassi, intorno al 70%. Esistono anche differenze interannuali, in cui il rilevamento varia anche del 20%. Ci sono diverse ragioni che possono spiegare il fenomeno come eventuali cambiamenti nell'uso del suolo e una scarsa qualità delle immagini utilizzate. In generale, considerando l'intera area di studio, la superficie totale delle aree umide rilevate corrisponde bene con quella degli inventari, con una leggera sovrastima intorno al 4%. Nelle zone più pianeggianti e di superfici più estese il telerilevamento si è rivelato molto efficace. I risultati dimostrano che l'utilizzo delle tecniche RS può considerarsi valido solo in alcuni ambiti, e ad oggi non riesce a ottenere la solita accuratezza del lavoro svolto sul campo.
 
 

L'utilizzo dei sistemi Remote Sensing ancora non riesce a sostituire il lavoro sul campo

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