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Giardini del mediterraneo: lo stile toscano

Ecco la terza parte della serie di articoli dedicati al giardino mediterraneo. Stavolta vorremmo approfondire il così chiamato “Tuscan style".

Immagine comune. Come ripetuto negli articoli precedenti (link in fondo alla pagina), si può facilmente evocare l'immagine comune di un giardino mediterraneo “stile toscano", utilizzando solo alcune delle caratteristiche di base e classiche (Gildemeister, 1996). Nella nostra immagine mentale ci sarà sicuramente un cipresso (Cupressus sempervirens), olivi, lecci (Quercus ilex), pino domestico (Pinus pinea), gelso (Morus alba), alloro (Laurus nobilis), bosso, oleandro, diversi tipi di rosa, rosmarino, salvia, lavanda, santolina, iris, cisto (Cistus spp.), melograno, alcune specie di ginestra, corbezzolo (Arbutus unedo), alcuni rampicanti e perenni, in particolare quelle che crescono nei terreni calcarei e nei muri a secco, creando una cascata fino alla ghiaia o alla superficie in pietra che copre il terreno, che armonizzano perfettamente nella struttura del giardino.

Giardino parte dellabitazione. A completare il nostro stereotipato quadro ci saranno terrazzi, cortili, muri, pavimentazioni e scale in pietra, pergolati, superfici ricoperte di ghiaia, vasi in terracotta fatti a mano, forse qualche orcio/conca, e in quelle più lussuose, perfino una piscina. Sarebbe un giardino strutturato per la vita all'aperto.
Considerazioni importanti nello sviluppo di un giardino in Toscana sono, in primo luogo, il paesaggio che circonda il giardino e lo stile della casain cui si deve integrare. Questi sono particolarmente pertinenti nelle zone rurali, dove letteralmente ci si trova a dipingere un dettaglio del paesaggio quando si progetta un giardino o si restaura una casa. Un giardino deve essere fuso nella campagna circostante, penetrare dentro essa, e non essere in conflitto o stabilire confini con essa.

Sintonia con l'agricoltura. Il paesaggio è tipicamente caratterizzato da oliveti terrazzati, colline ondulate, caratterizzato dal color dell'oro del grano in estate e, in primavera, dal verde brillante dei prati e dei cereali in levata. Nel giugno-luglio i campi di girasoli fioriti sono uno spettacolo da non perdere e tipico dell’iconografia di questa regione.
I giardini rinascimentali e barocchi furono progettati attorno alle caratteristiche del paesaggio dove volutamente erano incorniciati con viali  che collegavano le ville con boschi e campi.
È ancora una massima valida, troppo spesso dimenticata, e possiamo adesso reinterpretarla con l'introduzione di piante del paesaggio naturale circostante nell'ambiente “manipolato” del giardino.

Un tocco di esotico. Tuttavia non stiamo sostenendo l’uso esclusivo di piante totalmente autoctone. Abbiamo accesso a un'incredibile varietà di piante. Possiamo continuare a lamentarci, ma ci sono, adesso, maggiori possibilità di utilizzare piante provenienti da altri climi mediterranei e alcune provenienti dal continente australe come Callistemon citrinus o il Leptospermum spp., tanto per citarne due fra le più conosciute; esse sono diventate molto comuni negli ultimi anni. Specie di Acacia dealbata sono diventate abbastanza diffuse. Per non parlare delle splendide Bouganvillea, un rampicante che può essere considerato un “marker” del giardino nel sud Italia e nelle isole del Mediterraneo. Non tutti sono consapevoli del fatto che queste nuove aggiunte ai loro giardini sono di origine australe. Queste piante tollerano bene la siccità e possono essere coltivate insieme a quelli mediterranei per aggiungere colore.

Recupero della case coloniche. Così, negli ultimi 2-3 decenni, come affermato da Gildemeister ormai 18 anni fa (1996) ci sono stati cambiamenti sostanziali nel paesaggio con nuovi complessi abitativi che sono spuntati come funghi al di fuori dei borghi medievali e con il restauro delle vecchi case coloniche. Il cambiamento delle pratiche agricole che ha trasformato il paesaggio, ha anche determinato mutamenti sociali e una mutazione nei modelli abitativi.La maggior parte delle vecchie case coloniche sono state abbandonate alla ricerca di una vita (apparentemente più facile e redditizia) nei centri urbani. Inizialmente alcuni italiani e stranieri, hanno acquistato queste proprietà, le hanno restaurate trasformandole in residenze permanenti o in “case di campagna”. L’espansione (perfino eccessiva in molti casi) dell’agroturismo ha dato un forte impulso per un ulteriore sviluppo il restauro e recupero delle proprietà.
 
Irsi, simbolo fiorentino. Le vecchie case coloniche (le case dei mezzadri, in passato abitate da famiglie molto numerose) si trovavano quasi sempre in aperta campagna ed erano fondamentalmente prive di giardino; la vita era dura, la fornitura di acqua limitata e, per questo, essa era utilizzata per l’uso domestico, per il bestiame e le produzioni orticole. Nell’area esterna ci potevano essere un paio di alberi, piante che dovevano essere funzionali (es. noce, kaki, sorbo, giuggiolo, ecc.) e le specie da fiore che erano coltivate ​​erano quelle che potevano essere collocate nelle aree meno fertili e caratterizzate da elevata rusticità come alcune rose antiche, il Lilium candidum, alcune specie di Aster e Iris germanica var. florentina. Questo iris (che è il simbolo di Firenze), era ed è ancora coltivato in Toscana per l'utilizzo di rizomi secchi (giaggiolo) per il sensuale, intenso profumo di viola.

Nuovi giardini padronali. Le case sono state “reinterpretate” e sono spesso corredate da un giardino. La proprietà viene recintata e si costruiscono grandiosi ingressi e lunghi viali di cipressi ornano lunghi viale d’accesso (abbandonando l'originale accesso); queste caratteristiche una volta erano confinate alla villa padronale e/o alla fattoria (dove il proprietario del terreno aveva la sua dimora). Gli impianti d’illuminazione esterna, spesso eccessivi, sono diventati “di rigore” (anche per una questione di sicurezza), e ciò produce talvolta un “effetto Disneyland” in un paesaggio notturno, una volta a malapena illuminato. Così le umili dimore del sottoproletariato rurale sono state trasformate in nuove ville di campagna per le persone benestanti. Ironia della sorte, il giardino della villa locale si trova talvolta in uno stato di degrado o addirittura abbandonato. La maggior parte delle progettazioni contemporanee “serie”- la forgiatura del nuovo stile toscano - è da ricercare in questi giardini di recente creazione annessi alle vecchie “case coloniche”.

Stile da rivedere. D'altra parte, sono state anche fatte altre e sicuramente peggiori modifiche/aggiunte: conifere esotiche, magnolie e Cupressocyparis sono state estesamente piantate in giardini sia di città sia di campagna, così come abeti (Picea spp e Abies spp.), Cedri (Cedrus spp.) e palme (Phoenix, Trachycarpus, Chamaerops), palme-simili (come Cycas e Yucca) e l’Araucaria (Araucaria spp.), il tutto senza considerare il loro potenziale di crescita, la loro adattabilità o l’inserimento nel paesaggio. Questo ha portato il classico stile “toscano del giardino” in un'altra dimensione. ”Scorretta” e priva di estetica come essa può essere, è purtroppo diventata una realtà che durerà.

Acqua, risorsa indispensabile. A differenza di altre aree del Mediterraneo, anche se l'estate è lunga, calda e spesso secca, vi è un maggior potenziale di attingere acqua sotterranea (anche se questo, con il cambiamento del clima e la sua estremizzazione, sta diventando sempre più difficile). Se si ha la possibilità di costruire pozzi profondi, questa risorsa può essere facilmente utilizzata e, troppo spesso, indiscriminatamente saccheggiata. I pozzi sono prosciugati (spesso oltre il limite legale) da potenti pompe e, con un sistema di irrigazione automatico, migliaia di litri possono essere giornalmente utilizzati in un’area anche non necessariamente ampia. Il tocco finale alla ”villaficazione” della vecchia colonica è quello di seminare un prato inglese intorno a una grande piscina con un ninfeo in prossimità.

Ispirazione dal passato. Con i cambiamenti sociali ed economici degli ultimi 20 anni, che hanno avuto e stanno avendo un impatto più forte e più ampia sul “giardino”, le antiche tradizioni sono in stato fluido e lo stile del toscano si sta evolvendo e ridefinendo. Se l'obiettivo è quello di creare nuovamente grandi giardini, dobbiamo sia scoprire e applicare alle mutate circostanze della vita moderna i principi che hanno guidato i creatori del giardino nei periodi rinascimentale e barocco, sia essere pronti a imparare tutto ciò che la scienza può insegnarci e mettere in atto le nuove conoscenze.

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