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Donare cibo? Da oggi è più semplice

Nuove notizie per supermercati, bar, ristoranti e altri piccoli/medi rivenditori. Nel prossimo futuro sarà più facile donare prodotti alimentari da parte dei piccoli dettaglianti, aiutandoli a ridurre lo spreco alimentare, che rimane una priorità per l'UE.

A causa del gran numero di soggetti coinvolti, il processo di donazione è spesso lungo. Per questa ragione i prodotti donati, il più delle volte, sono prossimi alla data di scadenza, rendendo particolarmente complesso il procedimento necessario a garantirne la sicurezza alimentare. Da qui la necessità del parere scientifico chiesto dall’ UE all’EFSA, che rende più immediata la gestione del controllo alimentare tramite la definizione di sistemi semplificati. L’approccio semplificato richiede ai dettaglianti di essere consapevoli dell’eventualità di pericoli fisici, chimici, biologici o della presenza di allergeni e di sapere che, la mancata attuazione delle attività di controllo indicate come essenziali, possa rappresentare un rischio per i consumatori.

Gli strumenti utilizzati dalla nuova metodologia, in linea con le normative vigenti, sono in sostanza dei diagrammi di flusso per riassumere le fasi di produzione e delle semplici tabelle che accompagnano i rivenditori nel processo di gestione della sicurezza alimentare, a partire dall'individuazione dei pericoli fino alle misure di controllo. Questo approccio semplificato alla gestione della sicurezza alimentare si basa sulla comprensione di tutte le attività svolte lungo la filiera alimentare.
Soltanto una piccola parte delle eccedenze alimentari nell'Unione Europea viene ridistribuita tra coloro che ne hanno bisogno. Per questo una delle prerogative più urgenti per l’UE è quella di combattere lo spreco alimentare.

Già dall’anno scorso l’UE ha chiesto all’EFSA un parere scientifico. L'agenzia ha dunque sviluppato un sistema di gestione della sicurezza alimentare molto semplice, in grado di adattarsi a cinque tipologie di piccole imprese alimentari: macellerie, panetterie, pescherie, negozi di alimentari e gelaterie. L’agenzia si è preoccupata di dare una definizione di food waste che permettesse di distinguere lo spreco di cibo in tre modalità:
● evitabile (cibo e bevande finiti nella spazzatura, ma ancora edibili, come pezzi di pane, mele, carne, ecc.);
possibilmente evitabile (cibo e bevande che solo alcune persone consumano, per esempio le croste del pane, e alimenti che possono essere consumati previa cottura, per esempio la buccia di patate);
● inevitabile (ossa di carne, gusci d’uovo, bucce di ananas ecc.)

Lo stesso anno la rete della “Federazione europea delle banche alimentari” ha fornito a 44.700 organizzazioni benefiche di prima linea 4.1 milioni di pasti al giorno a beneficio di 8.1 milioni di persone.

Fonti: 
  • Ansa/Europa; 
EFSA news

L'EFSA (European Food Safety Authority) ha sviluppato un nuovo approccio che rende più semplice per i piccoli dettaglianti donare prodotti alimentari

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