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Nuovo bilancio Ue: possibili tagli all’agricoltura

Il primo bilancio pluriennale dell’Unione Europea dopo l’uscita del Regno Unito proposto dal Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker è al centro del dibattito pubblico.
Viene previsto un bilancio da 1.279 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 1.087 miliardi di quello attuale. Nelle aspettative dei proponenti ci sono diversi aumenti nei fondi per la gestione dell’immigrazione, per la difesa e per la ricerca, ma ci saranno anche dei tagli che interesseranno soprattutto il settore agricolo attraverso la decurtazione del 5% dei fondi della PAC, la Politica Agricola Comune.

Queste scelte si inquadrano in un’ottica nuova di razionalizzazione dei finanziamenti da parte dell’Unione anche in seguito alla prospettiva di una nuova Europa a 27 Stati. Viene però spontaneo chiedersi se sia necessario diminuire i fondi proprio di questo settore, che è per definizione a bassa redditività (specialmente per le colture estensive, fondamentali per l’alimentazione mondiale) e che negli ultimi anni ha cominciato seriamente a investire in ricerca e sviluppo.

In questi anni di rivoluzione digitale e industria 4.0 anche l’agricoltura, specialmente quella italiana, ha dimostrato di poter essere concorrenziale e disposta a inserirsi in un contesto nuovo di innovazione tecnologica. La diffusione, per adesso scarsa ma con molti margini di applicazione futuri, dell’agricoltura di precisione, dei sistemi di gestione ambientale, dell’applicazione delle tecniche di valutazione di impatto per produzioni ecosostenibili è fondamentale per mantenere la qualità della produzione agricola italiana ai livelli di eccellenza che le vengono riconosciuti in tutto il mondo. Con una riduzione dei finanziamenti questo sviluppo potrebbe subire una forte battuta d’arresto.

Il nuovo bilancio europeo non è ancora stato portato in discussione e per essere approvato è necessario il voto unanime dei membri. Risulta quindi ancora difficile calcolare l’effettiva entità delle riduzioni.

Molto discussi i nuovi provvedimenti europei. Aumento dei fondi per la ricerca a scapito delle sovvenzioni al settore primario

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