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Il polietilene: riciclo è la parola d'ordine

Guardando una bottiglia d’acqua ci accorgiamo di una scritta ormai familiare stampata sopra e che dice “PET”, significa Polietilene, un materiale che troviamo ovunque: sacchetti per la spesa e per la spazzatura, flaconi di shampoo, detersivo, ecc., teloni agricoli, taniche, tappi per spray, secchi per  vernici e per la spazzatura.
Il PET viene prodotto al 100% con petrolio o gas naturale: da circa 1,9 kg di petrolio grezzo si ottiene  approssimativamente 1 kg di PET. Il PET è anche molto leggero (circa 40 grammi per bottiglia da 1,5 litri), infrangibile e riciclabile al 100%.
Un rapporto pubblicato in questi giorni ci racconta che nel 2014 sono state riciclate oltre 66 miliardi di bottiglie in PET (polietilene tereftalato) da 1,5 litri, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente.
La produzione di riciclato di PET da bottiglie vuote richiede il 60% di energia in meno rispetto al PET nuovo, ha ottime possibilità di riciclaggio nel settore dei tessuti (vedi il Pile, interni auto, ecc.). Il P.E.T. riciclato viene inoltre utilizzato (mischiato con il polimero vergine) per la produzione di nuovi contenitori trasparenti per detergenti. La legge italiana consente la raccolta di PET solo a società autorizzate (COREPLA).
Tuttavia è ancora alta la quota di tutti i rifiuti di plastica PET (ed altri tipi) nell’UE che finisce nelle discariche, e l’accumulo di plastica nelle discariche può causare problemi futuri, in quanto tale materiale può contenere componenti pericolosi che potrebbero emettere sostanze nocive e rilasciare residui inquinanti.
E le buste di plastiche che usiamo per la spesa? La Direttiva (UE) 2015/720 ci dice che ci devono essere degli obiettivi nazionali sulla riduzione del loro consumo, che considerano questi limiti:
  • 90 borse di plastica in materiale leggero a persona entro la fine del 2019 (una riduzione del 50 % rispetto al 2010);
  • 40 borse di plastica in materiale leggero a persona entro la fine del 2025 (una riduzione dell’80 % rispetto al 2010);
Aspettiamo cosa farà l’Italia per recepire questa Direttiva ed intanto vale sempre la regola delle 3 R: Ridurre – Riutilizzare – Riciclare.

La Direttiva (UE) 2015/720 dice che ci devono essere degli obiettivi nazionali sulla riduzione del consumo di questo materiale con un grande risparmio energetico.

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