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Agrofarmaci nelle acque: il rapporto dell'ISPRA

Metolaclor, metalaxil ed altri. Sono i nomi dei principi attivi di comuni agrofarmaci usati in agricoltura. Ma quanto permangono nelle nostre acque? Esistono due Direttive comunitarie (Dri2008/105/Ce e la Dir 2006/118/CE),  che stabiliscono dei limiti di qualità ambientale (SQA) e sulla base dei quali l’ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale) ogni anno pubblica dei dati.

I dati indicano che le acque superficiali (fiumi, laghi, torrenti) "ospitano" agrofarmaci nel 63,9% dei 1.284 punti di monitoraggio (nel 2012 era 56,9%); quelle sotterranee nel 31,7% dei 2.463 punti (31% nel 2012). La contaminazione è più ampia nella pianura padano-veneta (dove  sono quasi il 60% dei punti di monitoraggio dell'intera rete nazionale). Un altro dato preoccupante è la miscela di principi attivi che si trovano nello stesso campione: fino a 48 distinte molecole in alcuni casi.

Lo studio ISPRA indica anche che se i diserbanti restano le sostanze più diffuse (anche perché vengono usati in primavera, quando piove di più), sono in aumento fungicidi e insetticidi come i neonicotinoidi, accusati come causa principale della moria delle api.
L’analisi delle vendite attesta che ad esempio rispetto al 2001, c’è stato un calo del 12%  (c’è un più cauto impiego delle sostanze chimiche in agricoltura, sulla base anche degli incentivi della politica comunitaria e nazionale e dall’adozione di tecniche di difesa fitosanitaria a minore impatto).

Tra le sostanze inquisite c’è anche il  glifosate: si tratta di un principio attivo sul cui rischio di cancerogenicità la comunità scientifica è divisa: viene ritenuto 'probabilmente cancerogeno' dall'Oms e 'probabilmente non cancerogeno' dall'Efsa (la Commissione europea dovrà decidere fino a quando prorogarne l’utilizzo il prossimo 18-19 maggio).

 

BIBLIOGRAFIA

http://ansa.it

http://www.isprambiente.gov.it/

http://ec.europa.eu

Miscele di principi attivi e uso di diserbanti nei periodi più piovosi sono i dati riscontrati più preoccupanti. Si riducono, invece, le vendite di prodotti rispetto a 15 anni fa.

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