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Piante ornamentali e brevetti per le nuove varietà vegetali

Il 29 ottobre scorso, al Ce.Spe.Vi (Centro Sperimentale per il Vivaismo) di Pistoia, è stato presentato un progetto che riguarda i brevetti delle nuove varietà vegetali. L'intenzione è quella di creare un centro  al quale poter presentare le richieste di deposizione di nuovi brevetti varietali. A livello europeo il maggior numero di domande presentate al CPVO (Community Plant Variety Office) riguarda specie ornamentali (il 60 % circa), cui seguono le specie di piante agricole estensive (± 20 %) e le specie di frutta e verdura (± 20 %). 

La situazione attuale. L'Italia si colloca molto indietro rispetto agli altri componenti della comunità europea con circa 80 richieste di brevetto ogni anno, rispetto alle più di mille olandesi. Tra queste, quasi nessuna domanda riguarda le piante ornamentali. Questo porta il settore vivaistico pistoiese in una posizione di netta inferiorità rispetto agli omologhi olandesi, che, grazie anche a una massiccia presenza sul mercato, guidano il commercio mondiale delle ornamentali.
Importante notare che i coltivatori italiani hanno sempre contribuito, forti della loro esperienza, al miglioramento delle varietà ornamentali selezionando col tempo linee con caratteristiche estetiche particolari o resistenti a determinate avversità patologiche. Solo poche volte, però, il processo di selezione è terminato con la registrazione di un brevetto, consentendo ai competitor, spesso stranieri, di sfruttare questo  lavoro a loro favore.

Marchi e brevetti: differenze. È necessario distinguere cosa significa essere possessori di un marchio, che dà diritto esclusivamente a un utilizzo commerciale di un nome, da diventare titolari di una privativa per una nuova varietà vegetale. Tale posizione consente di mantenere l'esclusiva sulla pianta vera e propria, con tutte le tutele che ne conseguono. I brevetti, una volta depositati, hanno una durata di 30 anni per le legnose perenni e di 25 anni per le stagionali.

Come fare. L'iter per la presentazione della domanda segue vari step, nei quali si inseriscono le verifiche da parte di enti terzi, volte a valutare la reale distinguibilità e rispondenza ai caratteri dichiarati della varietà in esame. Il processo di riconoscimento, che prevede il pagamento di tasse al momento della presentazione della domanda e poi, alla effettiva registrazione, ha una durata di circa tre anni.

Ce.Spe.Vi. e CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, ex Cra-viv) manifestano l'intenzione di voler creare un polo nazionale che lavori in questa direzione in modo da poter, finalmente, dare un valore reale e duraturo nel tempo alla produzione vivaistica locale. Presso l'ente di ricerca con sede a Pescia è anche possibile effettuare mappature del materiale genetico, ad oggi ancora non obbligatorie per la registrazione di nuove varietà vegetali, ma che costituiscono una garanzia in più nel caso di contestazioni sull'utilizzo di linee registrate.
 

 

L'assenza di un punto di riferimento per la presentazione delle privative rende il settore vivaistico pistoiese poco tutelato a livello internazionale

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