Italiano English
Download PDF

L'utilità delle tasse sulle emissioni di carbonio

Le misure adottate per rallentare il cambiamento climatico possono generare benefici aggiuntivi rispetto ai soli obiettivi dichiarati. Per esempio, frenare l'uso di combustibili fossili riducendo le emissioni atmosferiche, ridurrebbe anche composti come il biossido di zolfo (SO2) e gli ossidi di azoto (NOx) molto pericolosi per la salute.

Uno studio effettuato in Giappone ha esaminato come possano essere potenzialmente ridotti gli inquinanti atmosferici in conseguenza all'azione fissata di mantenere l'innalzamento della temperatura globale al di sotto dei 2°C. I ricercatori hanno utilizzato dei modelli in grado di simulare diversi scenari di mitigazione dei gas serra fino al 2050 con varie opzioni di carbon tax.
La ricerca ha riguardato 32 regioni, tutte appartenenti alla UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) divise in due gruppi principali: Annex1 (paesi industrializzati) e NonAnnex (paesi in via di sviluppo). Il target si è focalizzato sui GHG, sia quelli inclusi che quelli esclusi dal protocollo di Kyoto. Gli inquinanti esaminati includono ossidi di azoto, biossido di zolfo, black carbon e particolato.

Se si seguissero le indicazioni attuali per quanto riguarda il costo del carbonio, cioè passando gradualmente dai 4$/ton di CO2 equivalente nel 2005 ai 50$/ton nel 2050, le emissioni risulterebbero troppo alte  e il riscaldamento globale supererebbe i 2°C prefissati, arrivando a raggiungere un incremento di 3°C rispetto alla temperatura pre-industriale. Solamente con un prezzo elevato del carbonio emesso (stimato intorno ai 400$/ton di CO2 eq. nel 2050) si potrebbe rimanere al di sotto degli obiettivi fissati.
Dalle ipotesi adottate, gli autori affermano che senza tasse sul carbonio le proiezioni sarebbero peggiorate considerevolmente.

Per le emissioni di inquinanti nell'area Annexe1 sono stati assunti aumenti del 31% per la SO2, 21% per gli ossidi di azoto, 35% per black carbon e del 42% per il particolato.
Nella zona NonAnnexe dei paesi in via di sviluppo, la proiezione dell'aumento delle emissioni è ancora più estrema: sono stati adottati incrementi del 109% (SO2), 169% (NOx), 137% (black carbon) e 1112% (particolato) tra il 2005 e il 2050.
Il 55% delle emissioni dell'area NonAnnexe deriva dall'inquinamento della zona asiatica.
Per stabilizzare le emissioni globali, ponendosi come obbiettivo il non superamento dei 2 °C di aumento della temperatura del pianeta, le emissioni di gas serra e inquinanti in genere si sono ridotte del 60-80% nella proiezione che prevedeva l'aumento dell'imposta sul carbonio rispetto alla condizione senza carbon tax. Questo percorso di riduzione delle emissioni passa attraverso un utilizzo più efficiente dell'energia e un aumento del prezzo del carbonio.
 
I risultati dello studio dimostrano che l'innalzamento delle tasse  sul carbonio emesso è un passo necessario per il raggiungimento della riduzione delle emissioni. La ricerca mette in evidenza come un eventuale abbassamento della CO2 in atmosfera possa portare una serie di benefici nei vari settori. Ad esempio, il passaggio da combustibili fossili a energie rinnovabili ridurrà notevolmente la quantità di molecole pericolose per la salute migliorando le condizioni di vita sul pianeta.
La mitigazione dei cambiamenti climatici ha un costo, quindi evidenziare e far conoscere tutti i benefici che ne derivano è fondamentale per far capire l'importanza dell'abbattimento delle emissioni, nel breve come nel lungo periodo, incoraggiando l'azione dei governi verso la creazione di una società con un più basso impatto sull'ambiente.

 

FONTE: http://ec.europa.eu/

Frenare l'uso di combustibili fossili riducendo l'impatto sull' atmosfera è un passo fondamentale per contrastare il riscaldamento globale. Le proiezioni senza Carbon Tax in uno studio giapponese

contenuto