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Sedimenti portuali come substrato di coltivazione

Lo sfruttamento della torba negli ultimi 25 anni ha causato gravi problemi nelle aree di approvvigionamento. Diversi paesi  hanno stabilito piani ambiziosi per ridurre l'uso di torba destinata alla produzione orticola fino al 90 % tra il 2010-2020. Tuttavia, i materiali alternativi oggi disponibili (es. corteccia di albero, fibre di legno, fanghi compostati e scarti verdi), non sono sempre soddisfacenti in termini tecnologici e ambientali. La metà della torba commercializzata  è destinata alla produzione di piante ornamentali e circa l’1% viene utilizzato per la coltivazione di piante da frutto. Il dragaggio dei sedimenti dai corpi idrici è una attività svolta regolarmente per preservare e consentire la libera navigazione nei porti. La quantità totale di sedimenti dragati in Europa è approssimativamente pari a 150 milioni di m3 all’anno. Varie direttive internazionali hanno progressivamente incoraggiato il riutilizzo dei sedimenti dragati, ma ad oggi non sono state individuate metodologie valide per consentirne un uso commerciale.

Il progetto HORTISED (LIFE14 ENV/IT/000113) (www.lifehortised.com) ha lo scopo di dimostrare l’idoneità di sedimenti portuali dragati e bonificati ad essere utilizzati come alternativa nella preparazione di substrati di coltivazione nel vivaismo e in orto-frutticoltura (Fig. 1). Le performance produttive dei substrati contenenti sedimenti bonificati sono in fase di valutazione attraverso la coltivazione in contenitori di tre piante scelte come modello, quali lattuga, melograno e fragola (Fig. 2). 




Le prove sperimentali sono realizzate in Italia, presso l’Azienda Agricola Zelari Company s.s. (Pieve a Nievole - Pistoia) e presso l'impianto sperimentale del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agro-Alimentari dell'Università di Firenze. Prove analoghe sono condotte in Spagna presso il vivaio Caliplant (San Javier - Murcia) e l'Università Miguel Hernandez (Orihuela - Alicante). L'Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR di Pisa ha provveduto al risanamento dei sedimenti ed alla loro caratterizzazione.
Il progetto intende dimostrare l'idoneità dei sedimenti bonificati per la produzione sostenibile di lattuga, melograno e fragola, e per una loro inclusione come matrice minerale ufficialmente ammessa come componente dei substrati di crescita per il vivaismo. Le azioni sono sinteticamente riportate di seguito:

• Analisi e caratterizzazione dei sedimenti dragati
• Trattamento preventivo dei sedimenti (landfarming)
• Dimostrazione dell'uso di sedimenti decontaminati come substrato nel vivaismo (semenzali di lattuga e talee di melograno)
• Dimostrazione dell'uso di sedimenti decontaminati come substrato per la coltivazione di lattuga, melograno e fragola
• Valutazione dell’impatto ambientale
• Diffusione dei risultati con articoli su stampa scientifica e divulgativa• Redazione di linee guida per l'utilizzo dei sedimenti per la preparazione di substrati di coltivazione 












Data la complessità della tematica, l'approccio non può che essere multidisciplinare in quanto include aspetti prettamente tecnologici, ambientali, agronomici, fisiologici, socio-economici e politici, mercantili ed etici. A questo proposito merita segnalare che una buona parte delle risorse finanziarie ed umane di HORTISED sono destinate alla valutazione della sicurezza alimentare, dalla quale dipende sostanzialmente l'accettabilità dei prodotti edibili ottenuti da parte del consumatore.
 
Lo schema riportato in Figura 3 mostra la complessità dell'approccio e i principali aspetti critici associati a questa soluzione innovativa. Le principali fasi riguardano il risanamento e la caratterizzazione del sedimento dragato (fase 1); l'impiego del sedimento quale substrato (fase 2) e la valutazione della qualità dei prodotti ottenuti (fase 3), alle quali si accompagna la valutazione dell'impatto ambientale.
Affinché il sedimento rimediato possa essere un prodotto commerciale, gli esiti delle singole fasi e del ciclo complessivo devono risultare positivi per l'ampio spettro di aspetti sopra indicati.
I risultati finali attesi sono sinteticamente indicati nel seguente riquadro. Ad oggi, in termini generali, è stata dimostrata l'idoneità dei sedimenti rimediati quali substrato in orto-frutticoltura per le specie e cultivar impiegate nella sperimentazione (lattuga, fragola e melograno). 

 

RISULTATI ATTESI

• Valutazione dell’idoneità dei sedimenti fitotrattati per la coltivazione e la produzione di lattuga, fragole e melagrane in contenitore e per la propagazione di lattuga e melograno
• Caratterizzazione morfologica, biochimica e sensoriale dei prodotti ottenuti dalla coltivazione su substrati contenenti sedimenti trattati
• Valutazione della presenza di inquinanti in lattuga, fragola e melagrana
• Valutazione di crescita, sviluppo e radicazione delle talee di melograno e dei semenzali di lattuga
• Miglioramento delle conoscenze su sedimenti trattati e loro influenza su crescita delle piante, qualità e sicurezza dei prodotti
• Riutilizzo di matrici naturali, riduzione del consumo di torba e riduzione dell’impronta di CO2 in agricoltura

A questa prima nota seguiranno altri articoli dedicati agli aspetti tecnici e ai risultati finora raggiunti nell'impiego dei sedimenti portuali trattati nella produzione vivaistica di semenzali di lattuga e talee di melograno, nonché nella produzione in contenitore di cespi di lattuga, fragole e melograni.

Nella foto in gallery: diagramma delle azioni tecniche e delle criticità del progetto LIFE HORTISED al fine di rilasciare un nuovo substrato commerciale  derivante da sedimenti portuali bonificati


Note sugli autori: Edgardo Giordani  e Simona Pecchioli Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agro-Alimentari - Università di Firenze 



Il dipartimento di Scienze delle Produzioni Agro-Alimentari dell'Università di Firenze ha effettuato un test coltivando alcune piante per uso alimentare sui sedimenti portuali dragati bonificati.

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