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Combinare l'analisi LCA con i costi dell'attività agricola

L'agricoltura occupa circa il 45% del totale del territorio nell'UE, e utilizza il 30% dell'acqua. Considerati tali dati, eventuali modifiche alla gestione agricola avranno un impatto significativo sull'ambiente in generale. La sostenibilità in agricoltura è stata un elemento principale della discussione sull'ultima riforma della politica agricola comune europea per il periodo 2014-2020.

Intensivo vs biologico. Uno studio italiano, parzialmente finanziato dal programma INTERREG IVC, ha avuto luogo in 
Emilia Romagna. Utilizzando i dati ottenuti da un totale di 40 aziende agricole, i ricercatori hanno condotto l'analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assesment - LCA) su cinque prodotti: pomodori e pere da agricoltura biologica, grano, mele e lattuga da agricoltura tradizionale.
Una LCA cerca di tenere conto di tutti gli impatti ambientali lungo la produzione o la catena di fornitura di un prodotto, entro i confini rilevanti al fine del caso specifico. In questo studio sono stati compresi il gasolio utilizzato per i trattori durante l'aratura, l'acqua per irrigare i raccolti e il carburante per il trasporto del prodotto raccolto.
Gli impatti ambientali comprendono la tossicità per l'uomo, l'eutrofizzazione, il consumo idrico, e gli effetti sul riscaldamento globale.
Un altro metodo di analisi è il Life Cycle Costing che guarda i vari ingressi e le uscite di una produzione agricola, ma si concentra sugli impatti finanziari.
Gli autori hanno combinato i due approcci, quantificando gli impatti ambientali e i costi finanziari di un solo chilogrammo di prodotto appena raccolto di ciascuna coltura.

I risultati. Nel complesso, è stato evidenziato un abbassamento della produzione di CO₂,dei rischi ambientali e dell'inquinamento tossico per la salute umana con tecniche di agricoltura biologica rispetto allo standard delle pratiche agricole intensive. Inoltre, sono stati confrontati i pomodori coltivati con metodo biologico con i risultati di uno studio separato svolto nel sud Italia che ne ha esaminato la coltivazione intensiva: le differenze sono stati sorprendenti.
Il potenziale di riscaldamento globale, 
una misura basata sulle emissioni di gas a effetto serra, dei pomodori coltivati con metodo intensivo, è stato 12 volte superiore rispetto al prodotto biologico.
I ricercatori hanno elaborato una serie di costi "esterni" per ciascuna coltura; questi dati cercano di prendere in considerazione i danni all'ambiente sul lungo termine (come gli effetti sulla biodiversità e sulla fertilità del suolo), costi che né l'agricoltore né il consumatore pagano effettivamente (ma che potrebbero avere un impatto). Come risultato degli alti livelli di pesticidi e fertilizzanti utilizzati, l'allevamento intensivo del grano è stato stimato avere un elevato costo esternalizzato di 1,37 € al kg, mentre l'allevamento di pomodori coltivati con metodo biologico  ha determinato costi esternalizzati di 0,03 €. Quando questi costi sono combinati con i prezzi di mercato dei prodotti stessi, possono contribuire al formarsi di una nuova prospettiva sulla vera convenienza e sulla sostenibilità dell'attività agricola e delle sue diverse tecniche.
In conclusione i ricercatori affermano che il calcolo di questi costi è un compito difficile e controverso, vista la vasta gamma di variabili in gioco, ma potrebbe contribuire a migliorare la sostenibilità agricola. I risultati sottolineano anche la presenza di aree in cui l'uso delle risorse potrebbe essere migliorato a livello locale, ma esprimono anche un'importante domanda – come è possibile incorporare nel mercato, tutti quei costi ancora non considerati?
 

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