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Il fascino delle Camelie

Le Camelie hanno origine asiatica e sono conosciute fin dall’antichità in Cina, Giappone, Corea, Vietnam, Cambogia, Thailandia. Esistono testimonianze risalenti al 2537 a.C. di utilizzo di Camellia sinensis, da parte dell’ imperatore cinese Shen Nong, per fare tè. Anche l’utilizzo di queste specie con scopi ornamentali trova conferma delle sue origini antiche in una pergamena risalente all’anno 1000 d.C. scoperta in Cina in cui si riconoscono alcuni esemplari fioriti.

Nel vecchio continente. Le prime Camelie arrivarono in Europa condotte dal missionario gesuita Jakob Kamel nel XVII secolo, principalmente in Olanda e Inghilterra, ed erano esemplari di Camellia japonica, una varietà da fiore, erroneamente considerata dagli importatori europei utile per la produzione del tè. Le prime esperienze di coltivazione furono disastrose ma la tecnica fu presto migliorata anche in considerazione dell’elevato valore ornamentale che questa pianta offre. In Italia il primo esemplare fu introdotto nel 1760 nel parco della reggia di Caserta, ove ancora oggi può essere ammirato. Dalla fine dell'ottocento sono poi cominciati intensi lavori di ibridazione, che hanno portato alla creazione di più di diecimila varietà differenti, partendo dalle specie più comuni: la japonica, la reticulata, la sasanqua, la maliflora, la williamsii.

Aspetti botanici. La forma del fiore è uno dei caratteri distintivi per la sistematica tra le diverse specie di Camelia. Può essere: semplice, con non più di otto petali regolari, irregolari o liberi e stami vistosi); semidoppio, se porta due p più giri di petali regolari, irregolari o liberi e stami vistosi; doppio a forma di rosa, se ha petali imbricati; centro concavo con stami in vista se aperto; anemoniforme, con uno o più giri di grandi petali esterni, distesi o ondulati, al centro dei quali si trova una massa convessa di petaloidi e stami insieme; peoniforme, diviso a sua volta in scioto, con fiore profondo e arrotondato, consistente in un insieme convesso o scomposto di petali, petaloidi e stami al centro oppure pieno, con stami che si vedono tra la massa convessa di petali e petaloidi; doppio perfetto, se completamente imbricato, portante molti giri di petali senza stami. La fioritura è primaverile, da inizio marzo a fine aprile (Camellia japonica, Camellia x williamsii) oppure autunno-invernale, da fine ottobre a febbraio (Camellia sasanqua, Camellia sinensis).

Caratteristiche ornamentali. Le camelie hanno, dalla loro introduzione in Europa, sempre suscitato un fascino particolare negli osservatori: “per le Camellie mi sono forse abbandonato un po’ troppo al genio e alla loro bellezza” (G. Savi, 1837). Tale incanto risiede sicuramente nelle caratteristiche fiorali di questo genere: fiori grandi, evidenti, con colorazioni che variano dal bianco, al rosa tenue, al rosso acceso, in grado di richiamare l’attenzione suscitando meraviglia. A incrementare la valenza ornamentale la possibilità di ammirare fioriture in primavera (Camellia japonica), ma soprattutto in inverno (Camellia sasanqua), quando l’arresto vegetativo di molte altre specie vegetali pone ancor più in primo piano la magnificenza di tali elementi fiorali. Inoltre di grande valore estetico sono anche la chioma, soprattutto se non potata e lasciata crescere in modo naturale, e le foglie coriacee, spesse, lucide, verdi brillanti garantiscono sempre un piacevole effetto scenico.

Utilizzo. Le camelie utilizzate come piante isolate, soprattutto se non potate, sono adatte a valorizzare giardini di ogni dimensione, a creare angoli fioriti e colorati. Se piantate in gruppo, come ad esempio a villa Carlotta sul lago di Como, provvedono a creare una quinta lussureggiante capace di richiamare l’attenzione degli osservatori, distraendoli da particolari meno gradevoli o da mascherare. L’unico accorgimento da rispettare è la scelta di varietà i cui colori si combinino bene tra loro, in modo da generare un piacevole effetto cromatico, evitando di creare shock cromatici. Inoltre, miscelando varietà a fioritura primaverile-estiva con altre invernali è possibile garantire la fioritura per tutta la stagione. Nei giardini formali possono essere efficacemente utilizzate poiché sopportano le potature, anche se esistono sicuramente piante migliori per la creazione di siepi o bordure. Nei giardini romantici e all’inglese le camelie trovano forse la loro migliore forma di utilizzazione, sia poste ai margini dei percorsi viabili sia in spazi aperti in cui farsi ammirare, soprattutto se associate con azalee, altre piante acidofile. 

Conosciute fin dall'antichità, la bellezza dei suoi fiori ha stuzzicato la fantasia di autori e ricercatori

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