Italiano English
Download PDF

Distribuzione delle piante parassite: il caso del vischio

Sono largamente diffuse le piante emiparassite aeree delle specie legnose. Esse svolgono un ruolo importante nel mantenimento della diversità delle foreste, fornendo risorse alimentari per molte specie animali grazie alla disponibilità dei loro frutti in stagioni in cui altro cibo scarseggia. Tuttavia, alcune specie di vischio sono considerate parassiti pericolosi degli alberi nelle foreste e nelle coltivazioni, perché disturbano il bilancio idrico e dei nutrienti riducendo fotosintesi e respirazione, col risultato di debilitare fortemente le piante ospite. A causa della debilitazione, in alcuni casi, si può arrivare anche alla morte della pianta.

La distribuzione delle piante vischio nella vegetazione boschiva è di solito spazialmente non casuale. Questo modello è stato spiegato da diversi fattori. La specie studiata in una recente ricerca che arriva dalla Repubblica Ceca, Loranthus europaeus Jacq., come tutte le 940 specie della famiglia delle Loranthaceae, si caratterizza per la dispersione dei semi ad opera degli uccelli, il cui comportamento di solito si traduce in una distribuzione spaziale aggregata delle piante attaccate. Questa aggregazione indica che gli alberi entro una certa distanza da un albero attaccato hanno maggiori probabilità di essere colpite dall'emiparassita. Tuttavia, la distanza alla quale un albero infetto influenza la probabilità di infezione di alberi vicini nella foresta è poco noto.

La presenza di vischio su alberi ospite è stata anche correlata con le caratteristiche individuali degli alberi come le dimensioni, la biomassa e la presenza di rami di alcuni diametri. Per questo motivo, la distribuzione delle piante di vischio nella foresta probabilmente coinciderà con la distribuzione di alberi ospiti con le caratteristiche più favorevoli.
In questo studio è stato inoltre ipotizzato che la concorrenza tra alberi vicini potrebbe rappresentare un altro importante fattore che influenza la distribuzione del vischio. Nelle foreste, la competizione per le risorse è una dei fattori chiave che influenzano la crescita e la riproduzione dei vegetali. La competizione cambia anche l'allocazione delle risorse all'interno dei singoli alberi, il che implica che la concorrenza può anche causare differenze nella quantità di metaboliti nei tessuti degli alberi disponibili per vischio. Per questo gli autori prevedono che la crescente concorrenza tra gli alberi avrebbe un effetto negativo sulla presenza del vischio. Inoltre, per un singolo albero, la crescente concorrenza è causata da un aumento nel numero e/o della dimensione degli alberi vicini, che riducono la probabilità dell'albero di ricevere i semi di vischio.

Per testare l'effetto della concorrenza tra alberi vicini, unita agli altri due fattori chiave come le dimensioni e la distanza da un albero parassitizzato, i ricercatori hanno utilizzato i dati su 1.015 querce, potenziali ospiti del vischio L. europaeus in un grande appezzamento completamente mappato nella Repubblica Ceca. Specificamente, hanno cercato di testare l'ipotesi che la probabilità di trovare vischio, nonché la sua abbondanza su un singolo albero, aumenterebbe non solo con le dimensioni crescenti e basse distanze da alberi infetti, ma anche con la diminuzione della concorrenza da alberi vicini.

Gli alberi che affrontano una maggiore concorrenza da parte dei loro vicini possono contenere meno risorse disponibili per il vischio nei loro tessuti e quindi hanno meno probabilità di essere parassitizzati rispetto agli alberi che hanno poca o nessuna concorrenza nelle vicinanze. Tuttavia, poiché il numero di semi di vischio è in genere limitato, la diminuzione della probabilità di infezione a fronte di un aumento della concorrenza può derivare non da cambiamenti nella disponibilità delle risorse, ma semplicemente da una probabilità decrescente di ricevere semi. Non è possibile rifiutare direttamente nessuno dei due meccanismi come driver principale del rapporto vischio/quercia.

È stato scoperto che la probabilità di infezione aumenta con l'aumentare delle dimensioni dell'albero, questo poiché gli alberi più grandi sono interessati da un numero maggiore di visite da parte degli uccelli e perché, presentando rami di diametro medio maggiore, offrono un “substrato” migliore per l'affermarsi di  L. europaeus. Gli alberi posti a una distanza inferiore ai 5 metri l'uno dall'altro hanno maggior probabilità di essere attaccati perché le loro chiome, toccandosi, creano una “corona” che gli uccelli tendono a frequentare. La distanza non influenza però la gravità dell'infezione ma solo la sua probabilità.
 
 

Le dimensioni degli alberi e la loro distanza potrebbero rappresentare un fattore che influenza la distribuzione delle emiparassite. Il ruolo fondamentale dell'avifauna per la diffusione.

contenuto