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Portare il pianeta a emissioni zero con la carbon law

L'accordo di Parigi rappresenta l'attuale impegno internazionale a ridurre emissioni di gas serra (GHG) e mira a limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C. Tuttavia, gli impegni risultano essere talvolta in disaccordo con le priorità nazionali e le realtà politiche. In un nuovo studio, i ricercatori hanno sviluppato una roadmap globale, intesa come strumento di pianificazione, per la decarbonizzazione nei prossimi decenni, che cerca di conciliare i vari obiettivi, a breve e lungo termine.

La tabella di marcia si basa su un concetto semplice (forse anche semplicistico), denominato "legge sul carbonio", ovvero il dimezzamento delle emissioni CO2 ogni decennio. La “legge”, che si applicherebbe a tutti settori dell'industria in tutti i paesi, dovrebbe essere accompagnata dallo sviluppo di tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) e da una riduzione delle emissioni derivate dall’uso del suolo. I vari punti sono stati sviluppati esaminando la ricerca scientifica e raccogliendo le opinioni degli esperti di The Earth League, un network che riunisce scienziati e istituzioni. Lo studio è stato focalizzato su quattro punti chiave: innovazioni, istituzioni, infrastrutture e investimenti. Questi punti identificano qualitativamente i passaggi cruciali necessari per il raggiungimento dell’obiettivo, delineando una serie di azioni nei periodi 2017-2020, 2020-2030, 2030-2040 e 2040-2050.

Entro il 2020.
Il primo step è la riduzione delle emissioni da combustibili fossili, ottenibile attraverso misure come la tassazione del carbonio, le tariffe di immissione e il contingentamento.
Ad esempio, i sussidi per i combustibili fossili, attualmente stimati tra 406 e 487 miliardi l’anno, dovrebbero essere ritirati entro il 2020 e non entro il 2025 come concordato dal G7 nel 2016.
Tutte le maggiori città dovrebbero impegnarsi ad attuare varie strategie di decarbonizzazione. Le economie emergenti sono considerate uno dei fattori di rischio più elevati per il rispetto della roadmap prevista.
La produzione di cibo rappresenta il 10% delle emissioni di GHG, quindi la gestione del carbonio nel sistema alimentare è di cruciale importanza nel quadro degli investimenti, al fine del passaggio a diete più sostenibili, con consumi più moderati di carne a vantaggio dell’intero ecosistema.

Periodo 2020-2030.
  Decennio ipotizzato di grandi cambiamenti all'economia globale. Il prezzo delle emissioni di carbonio deve salire da 41 € 324 € a tonnellata. Entro il 2030 l'uso del carbone dovrebbe essere quasi eliminato e città come Copenhagen e Amburgo dovrebbero essere le prime a risultare carbon free. Forti tasse dovrebbero essere applicate al trasporto aereo e il commercio tra paesi dovrebbe eliminare il trasporto con motori a combustione. Dette misure dovrebbero accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie e gli investimenti correlati. Importanti flussi economici dovrebbero essere indirizzati anche per il rimboschimento, capace di sequestrare CO2 dall'atmosfera.

Periodo 2030-2050.
Lasso di tempo caratterizzato da importanti scoperte nella tabella di marcia.  Ad esempio, il petrolio dovrebbe essere quasi del tutto eliminato e le auto a benzina o diesel diventerebbero sempre più rare nel mondo. Gli aerei dovrebbero funzionare con carburanti alternativi, come l'idrogeno e pertanto, dovrebbe risultare a emissioni zero. Anche il settore delle costruzioni diventerebbe carbon free e le tecnologie di stoccaggio sarebbero in grado di rimuovere grandi quantità (5 gigatonnellate all'anno) di CO2 dall'atmosfera. Dopo il 2040, tutti i principali paesi europei dovrebbero essere vicini all’obiettivo carbonio zero; Nord America, Sud America e gran parte dell'Africa e dell’Asia saranno capaci di raggiungere questo stadio entro il 2050.

È facile notare che lo studio è un esercizio ipotetico al fine di esplorare come sia possibile raggiungere una rapida decarbonizzazione ed evidenzia il ruolo che giocheranno le strategie di riduzione delle emissioni nel mondo reale. Ad esempio, le tecnologie di stoccaggio sono ancora nella fase iniziale di sviluppo, e non è per niente scontato che gli importi descritti nella roadmap risultino realmente raggiungibili. La tabella di marcia richiede inoltre un elevato grado di cooperazione tra diversi paesi, fattore dipendente esclusivamente da scelte politiche difficilmente prevedibili. La natura stessa di questa serie di step dovrebbe essere regolarmente rivisitata per aggiornare obiettivi e azioni. Per i ricercatori, l’unico dato certo è che l’applicazione di una politica di carbon law potrebbe incidere sui cambiamenti climatici nel breve termine.
Il nodo centrale al fine del raggiungimento di un pianete carbon free è l’adozione di scelte che incoraggino l’utilizzo delle energie rinnovabili e delle altre tecnologie a emissioni zero, contribuendo contemporaneamente all’eliminazione dei combustibili fossili. Questo rappresenterebbe un cambiamento radicale che renderà possibile un futuro a emissioni zero. Risulta chiaro che questo approccio risulterà essere estremamente impegnativo nell'attuale clima politico globale. Tuttavia gli scienziati sostengono che, senza una rapidità d’azione e una drastica riforma normativa e finanziaria che imponga un costo elevato del carbonio emesso, sarà difficile mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei  2°C.

Ci sono segnali positivi che indicano come alcuni paesi siano già su una buona strada per la trasformazione verso un’economia più sostenibile. La decarbonizzazione può anche rappresentare opportunità di crescita nel mercato e potrebbe quindi coincidere anche con una fase di nuovo sviluppo economico, che andrà di pari passo con l’affermazione di nuovi diritti e col miglioramento degli ecosistemi.

Proposta una tabella di marcia globale per la decarbonizzazione nell’immediato futuro, basata sul dimezzamento delle emissioni ogni 10 anni.

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