Italiano English
Download PDF

Blocco doganale per la Giordania: il comunicato di Anve

"Quanto accaduto al porto di Genova conferma ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, l'incapacità totale delle nostre Autorità di gestire l'emergenza Xylella fastidiosa, perché il problema non è tanto la patogenicità del batterio, bensì i danni che crea al sistema amministrativo, lento nelle reazioni e impreparato a gestire un emergenza così complessa".
 
Così il Presidente ANVE Leonardo Capitanio esprime la sua frustrazione e ammonisce l'intero sistema italiano di sorveglianza e eradicazione del batterio che ha generato quest'ultima barriera fitosanitaria relativa a 27 container toscani, provenienti da zone indenni, carichi di piante ornamentali indirizzati in Giordania ma che, all'ultimo  momento, poco prima che venissero caricati sulla nave, sono stati oggetto di notifica di divieto di importazione da parte del Paese mediorientale e lasciati sulla banchina con tutte le piante a marcire.
Il caso risale agli inizi di febbraio ed ha accresciuto il malcontento nel settore florovivaistico. E non si tratta di un caso isolato. Infatti nell'ultimo anno sono sopraggiunte segnalazioni di problemi simili con la Grecia, Cipro, Spagna, Belgio e, in misura preoccupante per le piante aromatiche, con l'Inghilterra.
  
Capitanio, imprenditore vivaista pugliese, che a sue spese conosce molto bene gli effetti negativi che la mala gestione da una parte e la disinformazione dall'altra hanno causato e continuano a causare prosegue: "sono anni e anni che ci confrontiamo con tutte le istituzioni locali, regionali, nazionali ed europee e, come sempre, ogni volta che ci viene promesso qualcosa di positivo automaticamente accade qualcosa di negativo. In Puglia sono anni che ci viene detto che i vivai saranno autorizzati a produrre e commercializzare ma ancora tutta tace, al Ministero sono anni che chiediamo interventi all'estero tramite i canali diplomatici italiani ma ancora nessun segno, a tutte le amministrazioni sono anni che chiediamo di applicare i dettami della normativa e della scienza ufficiale ma si continua a dare retta e a finanziare con fondi pubblici i bugiardi e i falsi che operano in virtù di un ambientalismo molto soggettivo e per niente scientifico!  Risulati? Sotto zero!
Ognuno pensa di farsi giustizia a modo suo, ognuno ha la propria lotta personale, ognuno ha tempo da perdere sui Social network per diffamare chi fa vera ricerca da una vita.
Ma come si fa a dare retta a questi santoni? Rappresentanti delle Repubblica, ricercatori e giornalisti che continuano a cavalcare l'onda del complotto (ma che c'entra! Se c'è un complotto allora indagate ma comunque le piante vanno estirpate!). Insomma, non dovrebbe essere il tempo a disposizione a dare il merito alla ragione! Si è creato un cortocircuito e a farne le spese, guarda caso, siamo noi florovivaisti
".
 
Da queste parole emergono quelle che oramai, più che richieste, sono suppliche, implorazioni indirizzate ai tanti politici, dirigenti, amministratori che dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) non solo aiutarci ma risolvere i nostri problemi, così come sono gestiti dalle autorità di altri paesi europei dove la Xylella è presente. Ed ecco i risulati. Per ora possiamo solo aspettarci tanti altri blocchi commerciali come in Giordania.

 

L'export del florovivaismo italiano è in serio pericolo a causa della Xylella fastidiosa. Il caso Giordania è solo l’ultimo e il più eclatante di una lunga serie

contenuto