Italiano English
Download PDF

Visual soil evaluation come strumento chiave per la gestione dei rischi

Conoscere e valutare un suolo è utile non solo a fini agricoli, ma ha innumerevoli vantaggi anche in un ambito più ampio, quello ambientale, poiché permette di identificare il ruolo vitale che svolge il terreno nella fornitura di servizi ecosistemici.

Il suolo.
La struttura del suolo (ovvero la disposizione spaziale delle particelle e della porosità) fornisce l'habitat fisico per gli organismi terricoli e controlla molte funzioni associate ai servizi ecosistemici, come ad esempio lo stoccaggio idrico.
La capacità del suolo di resistere e di recuperare dagli stress (stabilità e resilienza) è un aspetto importante che riguarda la sua struttura, in quanto coinvolge il rischio di compattazione, che inibisce la crescita delle piante con conseguenze anche sulle altre forme di vita. È stato stimato nella Thematic Strategy for Soil Protection che il degrado dei suoli nell'UE potrebbe costare fino a 38 miliardi di euro l'anno.
La tecnica VSE (visual soil evaluation – valutazione visiva del suolo) offre un metodo per valutare la qualità della struttura del suolo, che non è statica (come invece è la sua tessitura), ma cambia nel tempo a causa di influenze esterne, come le precipitazioni, la penetrazione delle radici delle piante e le attività umane come le lavorazioni del terreno. Questa tecnica è utilizzata principalmente da agronomi e agricoltori per valutare e scegliere le migliori tecniche di gestione del suolo. Non richiede attrezzature e rappresenta quindi uno strumento semplice ed economico.
Nonostante vengano comunemente utilizzati manuali e scale nel processo di valutazione, è sempre presente la componente di soggettività, vera limitazione del metodo.
Tuttavia, diversi ricercatori sostengono che la VSE può essere uno strumento valido per il monitoraggio dei suoli.

La ricerca.
Sono stati testati molti metodi VSE diversi. Queste tecniche generalmente valutano la profondità degli strati naturali e antropici del suolo, la disposizione spaziale e la distribuzione delle particelle del suolo, la forza di coesione, la sua porosità visibile e, a volte, il colore e la presenza di popolazioni di lombrichi. Alcuni metodi, come ad esempio il visual soil assessment, includono anche un parametro di qualità del suolo. Le caratteristiche così valutate consentono di stimare la capacità di un terreno di ospitare coltivazioni, di fornire habitat per le specie di interesse, di perdere o stoccare sostanze nutritive.
Ad esempio, strutture sciolte o pozze superficiali, rappresentano validi indizi per identificare come quel terreno si comporta nell’ambito della gestione dell’acqua. Gli studi basati su VSE hanno permesso di correlare significativamente la crescita delle piante alla struttura del suolo e hanno fornito strumenti utili per progettare il recupero dei suoli dopo una compattazione pesante.

Il futuro della tecnica.
Un'utile integrazione futura alla VSE potrebbe essere rappresentata dalle tecnologie remote sensing.Ad esempio, qualora venissero identificate tramite telerilevamento con droni delle aree degradate, la VSE potrebbe essere applicata per ulteriori indagini di approfondimento.
Questa tecnica potrebbe essere particolarmente utile in una prospettiva di espansione dell’agricoltura di precisione, dove tutti gli input vengono forniti in funzione anche delle variabili del suolo.
Inoltre, l'integrazione della VSE con app per dispositivi mobili potrebbe rendere più immediata la compilazione del punteggio di qualità del suolo, oltre a fornire dati online facilmente consultabili e commentabili dagli esperti del settore.
L'analisi può anche indicare la capacità di un terreno di immagazzinare carbonio, rilasciare gas serra e perdere sostanze nutritive - e, quindi, ha una certa rilevanza per lo studio dei cambiamenti climatici.
La combinazione di uno strumento low-tech come la valutazione visiva alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia potrebbe unire alta efficienza e bassi costi, andando incontro alle esigenze di molti possibili utilizzatori.

La tecnica viene utilizzata per valutare erosione, compattazione, stoccaggio di carbonio e potenziale di scorrimento superficiale

contenuto